Personale docente

Serena Varotto

Professore associato confermato

AGR/07

Indirizzo: VIALE DELL'UNIVERSITÀ, 16 - LEGNARO PD . . .

Telefono: 0498272858

E-mail: serena.varotto@unipd.it

  • Il Lunedi' dalle 14:00 alle 15:00
    presso Agripolis DAFNAE
    Il docente riceve gli studenti anche dopo le lezioni durante i corsi.

Laurea in Scienze Agrarie all'Università degli Studi di Padova con voti 110/110.
1988-1990: collaborazione con l'Istituto di Agronomia e Coltivazioni Erbacee dell' Università di Padova.
1990-1991: vincitrice di una borsa di studio finanziata dall' Ente di Sviluppo Agricolo del Veneto (ESAV).
1991-1994: frequenza del corso di Dottorato di Ricerca in Produttività delle piante coltivate VI Ciclo presso la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Padova.
Febbraio1992-Maggio1992: soggiorno presso la "Station de Amélioration des Plantes Maraichères" dell'INRA di Montfavet- Avignone- Francia, finanziato da una borsa di studio della ”Fondazione Aldo Gini”.
Febbraio1993-Marzo1994: soggiorno presso il Plant Breeding Department del Max Planck Institut fur Zuchtungsforschung di Colonia, Germania, finanziato da un borsa di studio short-term dell' European Molecular Biology Organization (EMBO).
Ottobre 1995: Conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca presso l’Università degli Studi di Padova. Titolo della tesi ” Il sistema di incompatibilità in Cichorium intybus. Osservazioni citologiche, istologiche, genetiche e possibili applicazioni della coltura ”in vitro”. Tutori Prof. P. Parrini e Prof. Paola Mariani.
Aprile1995-Dicembre1995: soggiorno presso il Plant Breeding Departement del Max Planck Institut di Colonia (Germania) con una borsa di studio post-doc, Project of Technological Priority in Plant Molecular Genetics (PTP-AMIKA) della Comunita´ Europea.
Febbraio1996: assegnazione di una Borsa di Studio di due anni per l’attività di ricerca post-dottorato dell’Università degli Studi di Padova.
Marzo 1998: Assunzione in servizio come ricercatore universitario – Settore disciplinare AGR/07 – presso il Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Padova, ruolo in cui è confermata nel Marzo 2001.
Maggio 2002: soggiorno presso il Laboratorio di Biologia cellulare dell’INRA di Versailles (Francia) diretto dal Dott. Jan Traas per l’apprendimento di metodiche basate sull’impiego della microscopia confocale.
Dicembre 2012: Assunzione in servizio nel ruolo di Professore Associato – Settore disciplinare AGR/07.
Nel 2008 ha coordinato un gruppo Europeo nella presentazione del progetto (small Collaborative Project) AENEAS (Acquired ENvironmental Epigenetics AdvanceS: from Arabidopsis to maize) nella call: FP7-KBBE-2008-2B Regulation of environmental responses and developmental processes by epigenetics in crop plants. Il progetto è stato finanziato per il quadriennio 2009-2012.
Nel 2009 è stato attribuito al gruppo di ricerca un Progetto FIRB-giovani (MIUR).
Nel 2011 è entrata a far parte del Comitato Esecutivo del Progetto Bandiera CNR EPIGEN (MIUR) come Coordinatore del Sottoprogetto-8 Epigenoma delle piante.
Nel 2016 ha ottenuto un finanziamento dal Ministero degli Affari Esteri per un Progetto di Rilevanza Internazionale con la Corea del Sud.
Dal 2000 ha ricoperto almeno 2 Incarici didattici annuali nei Corsi di Laurea in Biotecnologie agrarie-vegetali e Biotecnologie agrarie; Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche e Viticoltura Enologia e mercati vitivinicoli presso la sede di Conegliano.
E' stata Relatore di 7 Tesi di Dottorato, di 12 Tesi di Laurea quinquennale e più di 40 Tesi di Laurea triennale.
Fa parte del Collegio Docenti della Scuola di Dottorato in Scienze delle Produzioni Vegetali, curriculum Agrobiotecnologie.

Trasposoni, epigenetica e variabilità genetica
Il sequenziamento dei genomi di diversi organismi ha evidenziato la mancanza di correlazione tra la complessità fenotipica e genomica, indicando che le maggiori differenze nella dimensione dei genomi di specie diverse riguarda la parte non codificante del genoma stesso. I trasposoni (nel mais costituiscono l’85% dell’intero genoma) sono presenti nei genomi in uno stato inattivo e, garantito da meccanismi epigenetici interdipendenti quali i fattori di rimodellamento della cromatina, la metilazione del DNA e gli small RNAs non codificanti. Nelle piante è stata osservata attiva trasposizione in conseguenza a stress ambientali: questo suggerisce che lo stress possa indurre un allentamento temporaneo dei sistemi di difesa di natura epigenetica. Questo allentamento è tuttavia transiente e le nuove sequenze di TEs possono essere silenziate nuovamente mediante meccanismi epigenetici. Sebbene l’effetto della trasposizione non sia immediato, essa può avere numerose conseguenze, tra le quali la creazione di variabilità genetica, indispensabile all’evoluzione dei genomi e all’azione della selezione. Un’importante sfida per la ricerca nel miglioramento genetico è capire come questa nuova variabilità epigenetica e genetica si origina, allo scopo di sfruttarne la disponibilità nel miglioramento genetico delle specie coltivate.

Regolatori epigenetici dello stress.
Individuare sequenze e regioni del genoma di mais che mostrano variabilità trascrizionale ed epigenetica a seguito dell’applicazione di stress abiotici. In particolare, sono considerate di particolare interesse quelle sequenze in cui la variabilità indotta da stress è mantenuta durante divisioni mitotiche, avvenute dopo la rimozione dello stress che le ha provocate. L’applicazione dello stress è analizzata mediante integrazione di dati di RNA-seq (questa tecnica consente di analizzare tutti i trascritti anche quelli non codificanti); sRNA-seq (per individuare piccoli RNA con funzione di regolazione della trascrizione) ChIP-seq (per analizzare le modifiche istoniche correlate ai diversi stati epigenetici), per l’individuazione di target di risposta allo stress regolati mediante meccanismi epigenetici. Questi target potrebbero essere molto importanti per la selezione di genotipi di mais idonei alla coltivazione in ambienti climatici sfavorevoli.


Il trasporto polare dell’auxina e la regolazione della differenziazione e dello sviluppo in mais.
Il trasporto polare dell’auxina ha un ruolo importantissimo nella differenziarne degli organi della pianta di mais e nella regolazione del suo sviluppo, così come l’architettura della pianta di mais è uno dei principali fattori da considerare nel miglioramento genetico di questa specie sia sotto l’aspetto della quantità che della qualità delle produzioni. In collaborazione con un gruppo di ricercatori statunitensi stiamo caratterizzando un mutante del trasporto polare dell’auxina, analizzando il suo ruolo nello sviluppo dell’apparato radicale della pianta di mais e la sua interazione con altri geni anch’essi deputati al trasporto auxinico, che sono sati caratterizzati in precedenza nel nostro laboratorio.